Parchi e arredi urbani: Village Green si candida a leader di settore

Ci sono i parchi, le sedi istituzionali e gli arredi urbani. In altre parole, i “biglietti da visita” che una città mette in mostra a cittadini e visitatori. Negli anni si è prima inserito, poi esteso e affermato, l’utilizzo di Village Green® nel rilancio del patrimonio pubblicoUn campo minato per molti enti locali e regionali, alle prese con due problemi di segno opposto. L’uno, quello di garantire un elevato decoro in luoghi strategici della vita collettiva. L’altro, i bilanci sempre più corti, che hanno bisogno di essere razionalizzati, per massimizzare l’efficienza delle risorse così da evitare sprechi. E’ su questi assi che l’impiego di Village Green® si è rivelato strategico. Parliamo dell’unica varietà di Kikuyu autorizzata sul territorio europeo (con la patente EU n°39360), che grazie alle sue caratteristiche – sterilità, apparato radicale di 930 millimetri rispetto ai 640 del Kikuyu comune, risparmio idrico del 50%, per citarne alcune – si è ritagliata spazio nei progetti a regia pubblica, dopo aver già preso piede nel privato.

Il caso pugliese: “Perfetta per i progetti pubblici”

A Bari, ad esempio, è stata utilizzata questa varietà per la riqualificazione degli spazi verdi del Consiglio regionale. Oltre 2.000 metri quadri di prato di fronte alla sede istituzionale per eccellenza. “E la specie ha dimostrato una capacità di insediamento molto veloce, calpestabilità notevole per l’elevata robustezza e una grande uniformità di copertura. Oltre a una forte resistenza alle avversità biotiche abiotiche”. A dirlo è Oscar Carofiglio, agronomo e progettista di paesaggi, che ha curato lo sviluppo. “In passato – prosegue – l’avevamo utilizzata anche per giardini pubblici e tappeti erbosi di ville private. Nel caso del Consiglio regionale l’abbiamo messa a dimora a dicembre, un periodo teoricamente non ottimale, eppure i risultati sono stati ottimi, oltre al risparmio in termini idrici e manutentivi”.

La riqualificazione di Nicosia

A giocare a favore del prodotto, oltre alla resa estetica, c’è insomma la versatilità, che si lega a doppio filo con la sostenibilità. Non a caso gli impieghi spaziano per tutta Europa con previsioni di allargamento, visto che il cambiamento climatico costringe tutti gli attori – pubblici e privati – a ragionare con schemi nuovi. Uno degli utilizzi più ambiziosi è stato fatto a Cipro, nella centralissima piazza Eleftheria, nel cuore della capitale Nicosia. Qui 16 anni fa il Comune ha voluto un progetto di riqualificazione per restituire gli spazi alla cittadinanza. Il progetto, curato dalla nota architetta paesaggista Zaha Hadid, ha visto la realizzazione di un’area pedonale per un totale di 35 mila metri quadri, inaugurata nel 2021. Il prato di Village Green® – di oltre 5 mila metri quadri – è diventato la cornice della piazza, a fianco della quale fa capolino il più alto grattacielo del Paese. “E’ stata la riprova che il prodotto funziona bene nel pubblico come nel privato – spiega Costas Michael, che ha curato gli innesti – La versatilità va di pari passo con la resa estetica e un tandem del genere è ottimo per gli spazi rivolti alle persone”.

Il caso Andalusia: poca acqua, alta resa

Tanto che dall’altra parte d’Europa Village Green® è stato usato per una piscina pubblica. Stavolta a Gaucin, comune dell’Andalusia. “Si è rivelato migliore delle specie che usavamo prima. Il punto di partenza è che le precipitazioni qui sono scarse: dall’inizio dell’estate non ha ancora piovuto”, racconta Chelo Martìn, biologa specializzata nel controllo delle malattie vegetale, delegata al verde pubblico per Agro Carreras, l’azienda che ha eseguito i lavori. “Premia l’insieme di fattori – prosegue – per una piscina pubblica avere un prodotto che non ha bisogno di erbicidi, di prodotti chimici e fitosanitari, con una necessità ridotta di manutenzioni e di acqua, è strategico”.

L’utilizzo di Village Green® insomma si rivela strategico nei capi opposti dell’Europa. Una specie che permette efficacia, resa estetica, alta tenuta e, di conseguenza, risparmio. Fattori cruciali per progettare gli spazi pubblici di oggi e di domani.

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